Bollettino - 2017 #1 - Dall’Intelletto all’Intuizione

DALL’INTELLETTO ALL’INTUIZIONE

Gli eventi mondiali attuali ci dimostrano che la vita dell'umanità ha raggiunto un importante punto di crisi. L'intensità dei disordini politici in America e in Europa, i conflitti protratti e brutali in Medio Oriente, in alcune parti dell'Africa e altrove, il pericolo di un ulteriore collasso finanziario, l'incombente minaccia a lungo termine, il tutto associato al cambiamento climatico - stanno causando in molte persone, di buona volontà, confusione e disperazione. Potrebbe sembrare che l'illusione della separazione abbia preso piede ancora una volta, quasi come una vendetta e che tutti i risultati faticosamente raggiunti negli ultimi decenni in materia di sviluppo, di diritti umani, di costruzione di buone relazioni internazionali, nella gestione ambientale, vengano compromesse, perdute.

È fondamentale valutare con precisione la situazione mondiale, adottando un punto di vista distaccato nel vedere le cose nel contesto di un lasso di tempo più lungo. Lo studio dell'evoluzione umana dimostra che i cicli di crisi e di tensione emergente nelle società – siano esse grandi o piccole – creano cambiamenti, la coscienza si evolve e la buona volontà emerge, in una maggiore espressione. Anche se è difficile non farsi coinvolgere dalla criticità degli eventi mondiali, sentendosi delusi a causa di tali apparenti blocchi, è importante comprendere come questi periodi rappresentino importanti lezioni da apprendere - lezioni che vedranno fiorire la coscienza umana in una maggiore espressione di Buona Volontà, mentre ci muoviamo verso una nuova fase del ciclo. Dobbiamo anche tenere conto della velocità del cambiamento che sta avvenendo in tutto il mondo in questo momento, in cui la coscienza velocemente si sta espandendo. A causa di questo, ci si può aspettare che la Buona Volontà possa portare a nuovi stimoli per l’umanità; e di conseguenza non può essere compresa da tutti prima che un nuovo equilibrio si realizzi, in risposta alla crisi mondiale attuale, in modo tale che l'umanità possa divenire più saggia ed essere disposta a raggiungere l'unità.

Tenendo questo in mente, il processo attuale, talvolta inquietante, stimola le persone di Buona Volontà ad approfondire il percorso di allineamento con quella realtà dove la vita è fonte di apprendimento del Buono e del Vero. Solo allora diventa possibile comprendere la magnificenza del Piano e lo sviluppo di quelle forze divine che guidano il nostro pianeta. Solo dal punto di vista dell'anima che vive dentro di noi possiamo cominciare a vedere come la coscienza viene alchemicamente trasformata attraverso l'incontro con l’intera umanità. La volontà di stabilire relazioni di condivisione nei principi di giustizia, di rispetto e del senso permanente dell’unicità della vita sta silenziosamente crescendo tra gli individui ed i gruppi. Se pur vi è una staticità apparente negli eventi degli ultimi mesi - essi richiedono un approfondimento della volontà di bene, in modo tale da produrre qualità della volontà spirituale, la quale racchiude in sé volontà di-essere, di amare e di servire.

Come contributo a questo approfondimento del concetto di volontà, per la promozione della luminosità necessaria alla mente e al cuore, la Buona Volontà Mondiale ha nei mesi scorsi individuato come il ruolo dell’intuizione giochi una parte fondamentale sulla riconfigurazione del mondo e della nostra vita spirituale. A coloro che sono coinvolti nei settori della politica, dell'economia, delle relazioni internazionali, etniche o razziali, il rapporto tra intelletto ed intuizione può sembrare irrilevante. Eppure i progressi in ciascuno di questi campi dipendono in gran parte da tale relazione.

Per mettere a fuoco il pensiero sul ruolo dell'intuizione in questo momento, la Buona Volontà Mondiale ha prodotto un opuscolo mirato alla più ampia distribuzione possibile, Un fascio di luce: Riflessioni sull'intuizione. Contiene pensieri di scienziati, filosofi, artisti e poeti. Si prega di utilizzare il modulo che accompagna questa newsletter al fine di poter ordinare copie per la sua distribuzione in luoghi appropriati, eventi e manifestazioni; inoltre, si prega di condividere il link in copia digitale attraverso i social media e le e-mail. Alla fine di ottobre il Gruppo di Buona Volontà Mondiale ha continuato il focus attraverso seminari che si sono tenuti a Londra, Ginevra e New York, tra cui un incontro speciale presso le Nazioni Unite a Ginevra che ha portato ad una riflessione sulla responsabilità etica e sugli obiettivi di sviluppo sostenibile. Oltre ad essere occasione di comunicazione, i seminari si sono concentrati sui momenti di silenzio, meditazione e visualizzazione, quale parte fondamentale del programma utile al risveglio dell'intuizione. I video per gli incontri, così come le copie delle meditazioni, sono già disponibili sul web.

Questo numero della newsletter prosegue centrando l'attenzione sul rapporto tra intelletto ed intuizione e sul loro ruolo cruciale nella storia, attraverso la scelta di alcune riproduzioni degli incontri e dei seminari. Esso include commenti per la comprensione del Piano dell’Eterna Sapienza, frutto della universale conoscenza, quale eterogenea ricchezza di coloro che analizzano il ruolo dell'intuizione nella trasformazione politica, nell’ uso del denaro, nei campi dell'economia, della scienza, dell'istruzione, dell'ecologia, della guarigione, della musica e delle arti.


Un fascio di luce: Riflessioni sulla Intuizione    www.worldgoodwill.org/intuition_booklet
Dall’ intelletto all’ intuizione: Seminario, video e altro ancora.    www.worldgoodwill.org/seminar16

Entrando nell’Immaginazione Divina


Laurence Newey

Anche se alcuni considerano ancora la fantasia come mezzo di evasione, invenzione fantastica e come finzione, la vera funzione della stessa è esattamente l'opposto; essa rivela la realtà dei mondi interiori - i regni soggettivi - attraverso l'esternalizzazione della forza. L'immaginazione è 'facoltà di creare idee ' e, come tale, funziona attraverso l'intelletto al fine di trasformare l'energia soggettiva in forme oggettive. È manifestazione fondamentale per la creatività nel mondo dell'arte, della cultura e della scienza, che insieme agiscono in modo da arricchire la psiche umana.

Spesso si tende ad associare la fantasia ad uno stato onirico. Tale costrutto è, a dir poco, inquietante; infatti, è la qualità e il dinamismo dell’energia in cui abbiamo scelto di focalizzare l'immaginario che determina il nostro senso della realtà. Parafrasando Carl Jung: "Sono convinto che l'immaginazione creativa è l'unico fenomeno primordiale accessibile a noi, il vero terreno della psiche, l'unica realtà immediata."1 In questo spirito, ogni essere umano è un raggio cristallizzato del Divino, in cui l'utilizzo laborioso dell’immaginazione conduce verso il processo evolutivo per diventare quello che è. Per percorrere il sentiero evolutivo è necessaria una cooperazione intelligente. L'immaginazione umana creativa deve essere utilizzata in stretta collaborazione con l'immaginazione Divina. L'intuizione si configura come ponte tra i due. L'intuizione è la combinazione dell'immaginazione umana e divina.

Quando si stabilisce il ponte dell'intuizione, la coscienza ha accesso al regno divino delle idee - gli archetipi che sono stati creati dalla fantasia divina e che sono destinati a lavorare nel mondo manifestato come parte del processo evolutivo. L'intelligente immaginazione creativa viene quindi utilizzata per esternare l'idea, affinché l’immagine divina sia adatta e comprensibile per la fase attuale di evoluzione dell'umanità.

Su questo assunto si fonda la grande verità che ogni essere umano è destinato a diventare un co-creatore nello schema divino delle cose. Ma da dove cominciare? Come ci è stato confermato da tutte le grandi religioni del mondo, la qualità fondamentale della Divinità è l’Amore. Chiaramente poi, è certamente un ottimo inizio lavorare in meditazione con l'energia di Buona Volontà ed esprimerla in tutto ciò che facciamo. Un’altra eccellente qualità della Divinità è la Luce. E questo suggerisce che se vogliamo sviluppare la nostra visione interiore nell'immaginario Divino, dobbiamo cominciare a vedere chiaramente - e questa è la base dell'intuizione - amore e luce. L'amore è la qualità che rende la visione accurata. Senza amore, la coscienza egoista piega e distorce la luce e si ha un’impressione deformata. Annebbiamenti e illusioni insieme conducono al fanatismo.

Alice Bailey ha scritto che "l'intuizione è Luce, e quando essa è in funzione, il mondo ne viene illuminato e tutte le forme diventano gradualmente visibili. Questo comporta la capacità di contattare il centro della luce in tutte le forme, stabilendo una relazione essenziale."

L'intuizione conduce a tre fondamentali qualità: Illuminazione; Comprensione; Amore. In un altro dei libri di Alice Bailey si legge che l'obiettivo di questa magnifica sperimentazione divina sulla Terra ha come fine quello di " giungere ad una condizione psicologica che può essere meglio descritta come 'lucidità divina', in cui il lavoro della psiche, e dunque l'obiettivo della vera psicologia, è quello di vedere la vita e tutto ciò ad essa connessa in modo chiaro, così com'è, senza distorsioni. Tale processo è stato avviato nel regno animale, e verrà completato nel regno umano ... infatti, riflettiamo… la principale caratteristica di tale tendenza delle piante è nella facoltà di volgersi verso il sole ".

Questo è un simbolo meraviglioso nella sua semplicità. L'innata attitudine di ruotare verso il sole permette al fiore il dispiegarsi, con tutta la sua bellezza, nella luce. Questo è esattamente ciò che l'essere umano dovrebbe fare, volgendo la sua attenzione verso la luce interiore. In una fase della spirale, il ricercatore spirituale conduce anche esperimenti divini. Il termine, dunque, 'lucidità coinvolge il pensiero profondo e creativo sulla natura delle nostre relazioni con l'altro, con i nostri familiari, gli amici, la comunità e le Nazioni. In questo lavoro, la fantasia può essere produttiva come strumento di sperimentazione lungo il percorso di vita in cui le linee di luce conducono alla profondità del cuore nelle relazioni e l’incontro con l’anima diviene possibile. Imparando a mettere a fuoco e a concentrarsi nella luce ci integriamo con l'essenza stessa del nostro essere sviluppando comprensione – la stessa che illumina l'intero campo delle relazioni dai mondi inferiori a quello più evoluto. L'osservatore guarda verso l'interno la luce spirituale e trasmette verso l'esterno quella stessa luce chiarificatrice.

Il progresso verso questo alto ideale richiede una visione capace di essere libera da pregiudizi nazionali, culturali e ideologici. Livelli sempre più sottili di distacco e discriminazione sono richiesti a tutti coloro che servono l'umanità e che operano costantemente, affinché il piano di amore e di luce si esternalizzi sulla Terra. La raffinatezza emotiva del ricercatore spirituale può diventare così concentrata sugli effetti esterni, da rendere offuscata l'ascesa di tal intuizione, conducendo sé stessi verso la perdita dalla speranza e verso la disperazione. Lo spirito stimola attraverso segnali positivi alla sintesi, ma spesso, lo stesso, viene offuscato dai poteri oscuri di separatismo, che ancora prevalgono. L'effetto intermittente ed incostante delle vicende che si alternano tra la luce in relazione con il Piano Divino e le forze oscure, abbandona spesso il ricercatore in uno stato di confusione.

Ma, come l'osservatore impara a volgere il proprio sguardo nel mondo fenomenico sul raggio dell’anima di luce, il regno delle forze causali emerge e sopravviene per essere compreso. Non c'è più alcun bisogno di deduzione o interpretazione - la coscienza e la visione pura sono diventati UNO e la grande transizione dall'intelletto all'intuizione è compiuto. La chiave è nelle parole del seguente pensiero seme: "Il dispiegamento dell'intuizione porterà a un riconoscimento mondiale del Piano Divino. Tutta la vita e tutte le forme saranno poi riconosciute nella loro vera prospettiva e la sintesi dell'evoluzione del mondo sarà realizzata."

Laurence Newey è Vice-presidente di Lucis Trust

1. Carl Jung, Letters, Vol.1, p. 60

Dio È Stato Qui ... E Io Non Lo Sapevo.


Bayo Akomolafe

Possiamo essere tutti d'accordo che il tempo attuale sembra scorrere molto velocemente; ogni volto appare appena illuminato dal tenue, seducente bagliore di un dispositivo portatile; è impressionante come tutti noi siamo perennemente bombardati da informazioni streaming, immagini, cartelloni pubblicitari, schermi televisivi e titoli che richiamano il desiderio di rivendicare un luogo sacro in cui radicare sé stessi in un’oasi di nutrimento. Ma dove poter trovare rifugio? Dove è la vera casa? Credo che queste domande siano intrinseche al nostro modo di pensare - e sicuramente rilevanti nell'idea di passare da 'intelletto' a 'intuizione'. È quasi come se si volesse afferrare le vestigia del sacro, in via di estinzione o a malapena ancora presente, in una società sempre più globale che sembra ostile ad ogni possibile incanto. Perché altrimenti vorremmo passare dall’ intelletto all’intuizione? Cosa sta provocando questo fondamentale cambiamento?

Nel mondo attuale vi è una certa urgenza, se pur mista a retorica, in quanto viviamo un'epoca di perdite e di violazioni dei confini nei loro aspetti fondamentali.  Nonostante avvenimenti gravissimi siano accaduti come l'emissione di petrolio BP del 2010 nel Golfo del Messico, la rivolta dei profughi siriani, le sorprendenti rivelazioni in cui si afferma che gli americani e la NASA spiano il resto del mondo, il giornalismo di Wikileaks che ha scoperto la farsa politica, sembra che le cose cadano a pezzi e i centri siano assediati e infestati. In un mondo dove le perdite sono costanti, siamo invitati a mettere in discussione i nostri concetti di purezza, di confine e di appartenenze predefinite. Tendiamo a pensare al mondo in maniera duplice, essendo costantemente contro, bianco contro nero, maschio contro femmina, umano contro non umano, Dio contro carne, soggetto contro oggetto, luce contro buio. Tutto ciò che è vivo e sacro è recintato in uno spazio molto piccolo - coperto da una sorta di alone. Ma è questo il caso? Il mondo al di fuori ha realmente un alone grigio ed inerte?

Il filosofo francese del 17 ° secolo, René Descartes (Cartesio), è conosciuto come colui che ha formulato il detto ormai popolare: penso dunque sono - un costrutto ormai per tutti singolare, a causa della dilagante insensibilità e degli eccessi del mondo. Per Cartesio, la scienza della terra era qualcosa che non poteva essere contestato - era certezza. E come se partecipasse ad un esperimento mentale, ha continuato a mettere in discussione l'esistenza di ogni cosa. Ha scoperto che il mondo poteva mettere in discussione l’esistenza di un’aquila, dei   fiumi, delle nuvole, del cibo di Londra, del fuoco, magari non ritenendoli necessari. Ma l'unica cosa di cui Descartes non poteva dubitare era proprio del dubbio. Egli è quindi giunto così alla conclusione che il dubbio è la prova dell’esistenza della mente, elemento fondamentalmente separato dal mondo materiale, composto da una più sottile sussistenza, meno visibile. In questo modo, ha diviso formalmente il mondo in metodi che rappresentano il modo in cui incontriamo l'universo - quale risorsa o come strumento che fungono da sfondo per la gloriosa attività del principale piano degli esseri umani.

Tali ortodossie cartesiane collocano la mente ad una distanza netta dalla materia. Il metodo scientifico si basa su questo presupposto: che per conoscere correttamente ciò che una cosa 'è', ci si impegna partendo da essa - preservando la distanza tra soggetto e oggetto. Ciò potrebbe apparire come un gesto di repulsione borghese! 'Alla fine', i parametri cartesiani ci hanno portato a localizzare pensiero, sentimento, azione e tutti gli eventi psicologici misteriosi in una relazione intima con il cervello. E così, attraverso ampie pennellate, Cartesio ha dipinto il ritratto di un mondo in cui la magia scarseggia. Ci sembra di vivere in un mondo senza anima fino a quando non si giunge a contatto con la nostra presenza più profonda. L'anima è qualcosa di appassito, bloccato nel finito… laddove essa manca. La trama si infittisce, e le dinamiche di sospirate fughe vengono attivate.

Oggi, i nostri sistemi vitali e istituzionali sono codificati attraverso questi imperativi cartesiani. Quando distruggiamo un albero, ampliamo il regime di catrame e di asfalto, parliamo di cambiamenti climatici, come se fosse semplicemente una questione di continuità umana, approfondiamo il fatto che gli oceani e la loro indicibile ricchezza di vita in realtà costano migliaia di miliardi di dollari, ci troviamo in un punto cieco - una negazione del significato e del mondo presumibilmente 'intorno' a noi. Per fortuna, le nostre coordinate cartesiane sono soddisfatte da influenze preoccupanti e dirompenti, che mettono in dubbio questo modo di essere. Storie 'nuove' ci coinvolgono. E se il mondo fosse vivo? E se ci fossero incantesimo e mente e bellezza anche nelle cose che ci sembrano morte e puramente strumentali? Penso dunque sono! – Quale invadenza! Ma vi è un profondo legame tra la materia e la mente, quale immanenza dirompente del sacro.

In un momento in cui il mondo scientifico è stato coinvolto in questioni come l’essenza della Natura - e in particolare della luce, indagando sulla sua reale costituzione, immaginando fosse un'onda (come dimostrano gli schemi di interferenza), o una particella (localizzata in piccole parti) - nel 18 ° secolo - un medico nato a Londra, Thomas Young, progettò un esperimento per risolvere la questione definitivamente. Egli pianificò un dispositivo capace di dimostrare che la luce si comporta come un'onda, disperdendosi in tutto il mondo - visione contro la fede secolare di Isaac Newton il quale considerava la luce come una particella.

Molti anni dopo il giovane Niels Bohr, fisico danese, padre della teoria dei quanti e contemporaneo di Einstein, insistette sul fatto che la luce non fosse intrinsecamente un'onda o una particella, in quanto essa era entrambi e nessuna delle due. Einstein, suo acerrimo rivale, ha considerato inutili le sue affermazioni, insistendo sul fatto che le implicazioni del pensiero di Bohr affermavano che non esisteva nulla come un dato di fatto. Einstein voleva credere che il mondo avesse un ordine, attraverso leggi materiali raffinate e misurabili che potessero governare tra di loro - ma Bohr considerava il caso come inesistente, poiché proprietà, identità, ontologia, ciò che rende un essere umano, o una tazza di tè, o un panino, non può essere misurabile. Bohr sottolineò che il mondo è fatto di relazioni, non di cose. Ed è nel contesto delle relazioni che le cose determinano la causalità.

Il mondo non è capace di rapporti continui o fluidi e di essere privo di confini e, dunque dobbiamo ripensare tutto - anche il pensiero, sperando che accada qualcosa di interessante che possa determinare un modo differente di concepire il mondo e la nostra coscienza. Stiamo parlando di idee supreme.

Karen Barad, fisico teorico e femminista - il cui lavoro ha notevolmente arricchito la mia personale ricerca sul mondo - ha formulato il concetto di intra-azione (al contrario di 'interazione') per descrivere come le cose si influenzano tra loro, distanziandosi dall’origine. Donna Haraway parla di ecologie compartecipi, il che suggerisce che il mondo possa nascere da un divenire-insieme - un simposio, un movimento comune. John Shotter, 'riflette' su questi cambiamenti drammatici, spiegando tutto questo “significa le ‘cose’ non esistono per noi come fisse e permanenti ‘cose in sé stesse’, separate dal loro ambiente. Esistono tutte le "cose" come "azioni", come processi dell'agire, come costruzioni all'interno di qualcosa di più grande, che incessantemente si dispiega senza limiti, in modo fluido. Così, come gli esseri all'interno (e di) un mondo che è sempre più in procinto di diventare diverso da quello che era prima, dobbiamo imparare a pensare, anche mentre i nostri pensieri sono in movimento, gestendone i risultati, se pur temporanei all'interno di un processo ancora in corso di divenire."

Così, ciò che denominiamo 'pensiero' è un processo interno e attivo che si verifica nel mondo in generale. Il pensiero non è localizzato nel cervello umano. Noi non siamo speciali. Le orche sono state utilizzate per la sperimentazione utile alla conoscenza degli esseri umani e non sono stati gli unici animali, bensì ci sono stati esperimenti anche sui cani, sui cetacei, su altre specie anche più grandi; è che non possiamo affermare con assoluta certezza che viviamo nel mondo descritto da Cartesio - il mondo dei sé isolati e impoveriti. Siamo interconnessi nei confini da noi stessi creati, ma le ambivalenze umane e non umane e le differenziazioni, tra l’essere maschile e femminile, stanno crollando.

La mente diventa materia, e la materia non appare più come qualcosa che riduce la qualità, sintesi tra ciò che abbiamo pensato e quello che avevamo completamente capito. È in questo spazio che molti parlano di 'intra-pensiero' o formulano l'idea che la mente è trans-corporale, creando i confini tra interno ed esterno, penalizzando i nostri tentativi di adagiarci rapidamente su noi stessi lontano dall'ambiente. L’assunto che noi ‘abbiamo’ anime - anime responsabili di tutto il nostro comportamento - è sommariamente disgregato quando seguiamo diligentemente i processi di transizione che esistono fra 'mente' e 'materia'. Mi piace dire che l'anima non è solo all'interno. È negli spazi della relazione, nello sconosciuto al di là delle nostre recinzioni; ed è all'interno dei nostri recinti che l'anima prospera - e in un certo senso, non l’abbiamo ancora incontrata.

Le nostre esplorazioni quotidiane del mondo, quelle cose che ci sembrano conosciute - anche se non possiamo avere un feed-back da parte del così detto pubblico intorno a noi - sono altrettanto importanti quanto quelle conoscenze che sembrano essere alla portata intellettuale. Ma io persevero su un falso binario parlando in questo modo. La grammatica mi ostacola. Intelletto e l'intuizione non sono due facce della stessa medaglia. Essi non sono separati, e il loro significato deve essere ancora scoperto. Entrambi sono processi facenti parte di tutto il mondo. Se adottiamo l’interpretazione convenzionale e raffiguriamo l’intuizione come rete neurale pre-cosciente formata dalla pratica e dal comportamento, allora significa che l'intelletto – o il processo razionale più consapevole, implicito nelle nostre pratiche cognitive - fa parte di quella forma. Entrambi sono interconnessi, allo stesso modo in cui l'oceano costituisce la riva e la costa caratterizza l'oceano. Cosa potrebbe accadere se iniziassimo ad avere fiducia nei nostri corpi, nei nostri sentimenti – di ciò che il mondo sta facendo?

In conclusione, tale descrizione femminista post-umana del mondo coincide con ciò che il mio popolo proveniente dalla Nigeria sembra sapere - che il mondo è vivo, e che possiamo imparare ad ascoltare. Questo ‘tutto’ significa, inizia, conduce esperimenti, anela, spera, ascolta, si chiede, distrugge e crea. Improvvisamente il mondo sterile suddiviso in quattro coordinate - avanti, indietro, verso l'alto, verso il basso - si interrompe, dando luogo a nuove direzionalità scomode.

Noi siamo parte di un mondo incastonato nella vitalità - un mondo che non era soltanto narrato nelle storie di una mitica origine che, a volte, raccontiamo. Un mondo che sta ancora cercando di capire sé stesso all’esterno, che deve ancora disfarsi dei pregiudizi, dei propri parametri, lavorando sui suoi significati. Un mondo che è sempre in gioco.

Forse, come  Jacob – con il suo carattere stoico di derivazione giudaico-cristiana - che dormiva in esilio, mettendo la testa tormentata e stanca su una roccia, maledicendo la propria dura realtà, ancora una volta in fuga da un essere fraterno che voleva la sua fine, noi possiamo risvegliarci dal sogno delle scissioni cartesiane, prendere il 'meglio' nel guardare il mondo, sforzandoci costantemente di lasciarci tutto il male alle spalle, ed esclamare "Dio è stato qui, il sacro è stato qui tutto il tempo, proprio qui ... e io non lo sapevo. "

Bayo Akomolafe è autore e oratore di fama mondiale, riconosciuto per la sua "capacità poetica, non convenzionale, induttiva e nativa sulla crisi globale, sull' azione civica e sul cambiamento sociale". È direttore esecutivo di Emergence Network.

La Parola Chiave della Democrazia è la Relazione


Mark Gerzon


Nella mia vita c'è stata una straordinaria evoluzione nella coscienza, una sorta di saggezza che andava via via aumentando. Il progresso si rivela nel crescente potere degli esseri umani di lavorare attraverso il conflitto e trovare un terreno comune in cose come la comprensione e l'intelligenza emotiva. Lo si può vedere nella crescita potente e profonda della consapevolezza nella dimensione spirituale della vita. Milioni di persone come me sono diventate consapevoli del concetto di interdipendenza e del fatto che la terra sia un sistema vivente, come ci viene descritto attraverso le numerose immagini del mondo, fin dalle prime apparizioni dello spazio.

Eppure oggi ciò che veramente colpisce è il contrasto tra questa saggezza emergente e la natura estrema dei tempi. Sembra che ci sia un rapido declino nel discorso pubblico e nella capacità della democrazia di favorire la conversazione. Il grande filosofo e giornalista Hannah Arendt afferma che la democrazia ha bisogno della sua ricollocazione andata perduta.

Negli anni 30 e 40, grazie al finanziamento da parte della Fondazione Rockefeller ho cominciato a riunire alcuni gruppi liberali e conservatori in una riflessione sulle imprese comuni. È stato un tale successo che sono stato assunto da una commissione del Congresso degli Stati Uniti per progettare e facilitare alcuni seminari. I partecipanti, che non avrebbero potuto essere più diversi tra loro, erano d'accordo sul fatto che le relazioni tra i membri del Congresso erano in procinto di fallire e che doveva essere fatto qualcosa per riattivare i rapporti. Sono venuti con numerose proposte. Ma una volta tornati al Congresso, un leader di partito ha fatto in modo che nessuna delle mozioni potesse essere realizzata. Questo episodio è servito a comprendere che sarebbe stato meglio riuscire a diminuire il potere dei leader di partito.

Ho capito, inoltre, che tra le leadership mancava collaborazione per poter mettere in atto l’attività politica del paese. Credo che quello che sta accadendo negli Stati Uniti sia pericoloso, è simile alla spia della luce rossa in un’auto in corsa che si accende per indicare che è necessario l'olio. Se non si versa l'olio nel motore, dopo l’accensione della spia, non ci si può sorprendere che l’auto smetta di funzionare. Questo è quanto è successo nel nostro paese (e in altre parti del mondo). Noi non abbiamo risposto alla spia. Abbiamo trascurato di aggiungere olio; non siamo riusciti a promuovere il ruolo di guida collaborativa nella nostra politica. Abbiamo trascurato ciò all'interno del paese, dimenticando che siamo tutti interdipendenti e interconnessi.

Quindi, con questo riconoscimento, sono tornato al tavolo di pianificazione, con una mente simile a quella di un principiante. Mi ha colpito una verità fondamentale riconducibile al mio corpo. Quando mi reco in un luogo, utilizzo sia il piede sinistro, che il piede destro. Se mi dirigo facendo leva sul mio piede sinistro, spingo via il piede destro e viceversa. I miei piedi sanno che destra e sinistra sono parte del tutto. E lo stesso avviene con i miei occhi. Quando osservo, utilizzo ambedue. Quando svolgiamo dei compiti, usiamo ambedue le mani. La nostra mano sinistra e la mano destra non combattono, collaborano per legare una scarpa, preparare la cena o reggere in braccio un bambino.

Quindi, al livello del nostro corpo è chiaro che siamo esseri transpartitici. Il problema è che la nostra mente è intrinsecamente polarizzata. Le statistiche mostrano che nelle performance politiche, la maggior parte delle persone è una combinazione di rosso e di blu, ma fingono di essere l’uno o l'altro. Quando vediamo una donna incinta ci preoccupiamo sia per il bambino, che per la mamma. Si pensa subito alla bellezza della vita. Pensiamo, a questo proposito, nel suo complesso. Ma non appena ci approcciamo alla politica, pensiamo solo e sempre in termini di colori rosso o blu, che nella stessa prospettiva del caso prima citato, equivarrebbe a pensare disgiuntamente al diritto della donna di scegliere o al diritto di un bambino di vivere. Queste sono scelte di parte, anche se si tende a includere prospettive sia conservatoristiche, che liberali, a seconda di come vengono veramente considerati i problemi.

Per capire questo, desidero che ci immergiamo nella struttura della coscienza umana e nel concetto di cittadinanza, utilizzando il computer e la lingua del software. Quando Microsoft ha prodotto Windows 12, mentre ancora utilizzavamo Windows 10, ci siamo chiesti se la nuova versione 12 potesse essere migliore e, pur non potendola ottenere, ne eravamo fortemente incuriositi. È in questo spirito non giudicante che voglio esplorare le diverse concezioni di cittadinanza.

Citizen 1.0 ha una visione del mondo basata su sé stessi. L'interesse è qualcosa di molto meritevole. È quello che spinge a ottenere un buon lavoro, avere un tetto sopra la testa, a ottenere una congrua parte di ciò che siamo tenuti a conseguire. Se non applichiamo tale approccio egoico, non mangiamo e non sopravviviamo.

Citizen 2.0 ha una visione del mondo basata sul gruppo. Nelson Mandela ha raccontato che da ragazzino, voleva solo giocare nei boschi, essere felice e divertirsi con i suoi amici. Quando è cresciuto ha cominciato a preoccuparsi dei sudafricani neri, affinché essi vivessero una condizione migliore nel loro paese. Si è identificato con il suo gruppo e siamo tutti contenti che lo abbia fatto. Nonostante esista tutto un mondo di persone che sono alla ricerca dei propri interessi egoici, al di là dell’essere sciiti e sunniti, cristiani e inglesi che vogliono essere separati dalla UE – in una ricerca al di fuori del 'noi', si stanno facendo innumerevoli passi avanti rispetto alla visione del mondo egocentrica e ciò rappresenta un modo onorevole di essere cittadino.

Citizen 3.0 ha una visione del mondo basata sulla nazione, dove l’individuo sente il senso di appartenenza nell’essere americano, keniano, cittadino francese o del Regno Unito. Significa che sappiamo identificarci con qualcosa di più grande del nostro gruppo più prossimo e questo è un passo in avanti nella coscienza. È davvero un grande salto in avanti, perché ci sono tantissimi americani (per esempio) che pensano di amare l'America, ma in realtà odiano altri americani offendendoli e dilaniandoli. Citizen 3.0 significa essere disposti ad immedesimarsi con qualcosa di superiore al gruppo. Può anche essere pensato come l'identificazione con l'anima di una nazione. Ma Citizen 3.0 può anche essere antagonista verso altre nazioni. Vi è una sorta di americanismo che vuole solo guardare fuori, per i propri interessi e non si preoccupa del Giappone o dei problemi in Africa. Gli accordi commerciali sono conclusi solo al fine di "ottenere le condizioni migliori per sé stessi".

Citizen 4.0 ha una visione del mondo basata su molteplici culture. Un numero crescente di persone sta investendo in termini di impegno e di tempo la propria energia costruttiva in paesi diversi dal proprio di origine, apprendendo una lingua straniera, innamorandosi di qualcuno o di un altro paese. Di conseguenza, sempre più numerosi sono in grado di identificarsi con più culture e luoghi. Anche Mandela comprese che la sua preoccupazione verso il proprio gruppo, composto da sudafricani neri, era limitata in quanto si rese conto che gli stessi non potevano divenire definitivamente liberi, fino a quando i sudafricani bianchi non si fossero svincolati anche essi dall'apartheid. Ha sviluppato questo principio in relazione a tutto il suo paese. E in carcere cominciò a vedere che non ci sarebbe stato alcun cambiamento, finché altri paesi non avessero smesso di sostenere l'apartheid. Finalmente giunse al punto in cui si identificò con la lotta per la libertà di tutto il mondo e di tutti gli esseri viventi.

È facile delineare un modello a quattro livelli. Ma il viaggio in sé è molto più impegnativo. Credo che tutti questi modelli coesistano in tutti noi da tempo. Siamo una confluenza dinamica di tutti questi livelli di coscienza, all’interno di noi. La chiave è nel cominciare ad essere consapevoli di questo, in modo tale che si possa creare un certo grado di compassione. In definitiva, ritengo che essere un cittadino globale equivale ad avere una visione ecologica del mondo, non riconoscendola mai come unica. Si richiede saggezza e umiltà per contenere tutti questi livelli di cittadinanza nel cuore, e volontà di portare il messaggio oltre i confini che dividono il genere umano.

È qui che entra in gioco l'intuizione. Se insieme sviluppiamo un senso innato della nostra integrità e della creazione, possiamo essere in grado di avere un mondo pacifico, giusto e sostenibile. Si richiede la capacità di approfondire la verità più profonda di ciò che siamo in questo momento, capaci di tenere insieme destra e sinistra, al centro del nostro essere. Se abbandoniamo il senso interiore di potere e di verità assoluta, possiamo iniziare a guardare tutto quello che succede intorno a noi da quello stesso livello di integrità e di unicità.

La parola chiave in democrazia è relazione. Se mi rifiuto di trasformare una persona che ha una diversa opinione in nemico, impegnandomi nel rapporto con la stessa, sarò in grado di provare rispetto. Prendete ad esempio i punti di vista diversi sugli accordi commerciali. Le discussioni devono essere arricchenti in modo tale che attraverso l'apprendimento e la relazione possiamo approfondire la nostra saggezza - a causa delle nostre differenze di opinione. Ho sperimentato questo a tutti i livelli nella mia vita, perché non possiamo provarlo come nazione? Credo che possiamo difenderci dal contraddittorio, costruendo un senso interiore di interezza.

Abbiamo bisogno di conoscere le persone anche con diversi punti di vista, affinché essi siano a noi complementari. Se per esempio affermo di voler “spendere soldi per risolvere un problema”, ho bisogno di potermi confrontare con qualcuno che magari dirà, 'siamo in debito - il denaro non basta'. E se penso che siamo in debito e che quindi non possiamo spendere soldi per soddisfare i bisogni di bambini che hanno fame, ho necessità di confrontarmi con qualcuno che dirà, 'ma siamo una nazione compassionevole e corretta e dunque siamo in grado di prenderci cura gli uni degli altri'. Questo è ciò che intendo per necessità di valorizzare il dialogo ed il confronto, riconoscendo che questo è un modo vincente di guardare in senso globale. Credo che questa sia la sfida che abbiamo di fronte, assente ancora nella nostra cultura di oggi.

Durante la mia storia sono passato dall’ essere rosso da giovane fino a divenire blu al College, per poi riuscire anche a saper discutere e a sostenere un impegno di mediazione presso il Congresso degli Stati Uniti. Questo è stato il viaggio che ha compiuto l'anima. Credo che le anime delle nazioni siano anche esse in viaggio. E credo che ci sia un profondo legame tra la mia anima, la tua anima e l'anima della nazione. Il più grande dono della fedeltà è verso l'America, il mio paese, e ciò mi consente di poter raggiungere la pienezza della mia anima come un’essenza di questo paese. Durante la sua esperienza di vita, l'anima è sempre collegata con l'anima della nazione e con l'anima dell'umanità.

Infine, voglio ricordare la sfida di Einstein: i problemi non possono essere risolti allo stesso livello di coscienza con cui li abbiamo creati. Questo si riferisce alla dimensione dell'anima. Bisogna connettersi verso quello che alcuni chiamerebbero cuore, altri potrebbero parlare di intuizione o di integrità. Ma dobbiamo passare ad un livello superiore di consapevolezza per affrontare le sfide che abbiamo di fronte.

Mark Gerzon, Fondatore e Presidente della Fondazione di Mediatori, ha favorito la formazione di leadership collaboratori del Congresso degli Stati Uniti e delle Nazioni Unite in tutto il mondo. È autore di numerosi libri sulla cittadinanza globale - il suo ultimo titolo è: Riuniti d'America: - Come possiamo colmare il divario partigiano. Mark ha concluso il suo discorso attraverso il reperimento di 3 punti di azione concreti che le persone negli Stati Uniti possono adottare per contribuire a costruire una cultura politica non di parte.

Riflessioni su Pensiero, Musica & Intuizione


John Dalton

'Dall'intelletto all'intuizione' è un argomento affascinante che ci porta a riflettere. Viviamo in un'epoca in cui gli scienziati spendono fortune alla ricerca di particelle sempre più piccole all’interno di computer e strumenti, credendo che i propri processi di pensiero fossero in qualche modo meno reali. Alcuni insegnanti di New Age e alcuni Guru affermano: 'Pensare è il vero problema', descrivendo la 'mente scimmia' nella 'vera percezione'.

Molti oggi dicono che il pensiero è una cosa che si muove all’interno delle nostre teste. Alan Watts, filosofo e scrittore sullo Zen, dice: 'La mente coltiva pensieri come il campo fa crescere l'erba'. Può il corpo umano in realtà produrre pensieri?

C'è un altro modo di guardare a questo. Può il mondo di cui facciamo parte non produrre alcun pensiero o essa è un’attività spontanea della natura, come i colori e i profumi, i suoni, i sapori della frutta, e le meravigliose creature che la stessa produce e che vediamo intorno a noi? Si può pensare a noi stessi come soggettivi o possiamo pensare a noi stessi in modo oggettivo, come a qualsiasi altra cosa? La scienza oggi è in grado di rilevare i cambiamenti che si verificano nel cervello, e alcuni pensano che questi siano le cause del pensiero. Tuttavia, se abbiamo visto impronte sulla rena, dovremmo supporre che sia stata la forza della sabbia ad averli causati?

Quando guardiamo il mondo e i suoi innumerevoli fenomeni, tutto questo panorama di immagini, suoni, colori apparirebbe come sconcertante, se non fossimo in grado di pensare e di distinguere ciò che stiamo guardando, ascoltando e toccando. Pensare è davvero una forma di visione, ed è il senso attraverso il quale si vede qualcosa di superiore ed invisibile a ciò che è dato ai sensi fisici. Pensare è in realtà una forma di chiaroveggenza, e la ricchezza della nostra vita interiore dipende da quanto si impara a sviluppare e mettere a fuoco la nostra percezione di pensare spirituale. La curiosità che percepiamo (qualche volta o spesso, a seconda del nostro carattere) è in realtà l'invisibile, aspetto concettuale di ciò che possiamo esteriormente percepire, che emerge dentro di noi. Qui siamo in grado di distinguere come azione dell'Intelletto, la capacità di separare, ordinare, selezionare le cose che percepiamo, conosciamo il potere della ragione, attraverso il quale possiamo riunire i concetti separati dall'intelletto in una totalità. Entrambi sono necessari. Il primo richiede la capacità di differenziare e di comprendere fenomeni separati, questi ultimi donano la possibilità di vedere ciò che in fondo era sempre nel medesimo luogo: l'unità.

La capacità di vedere / pensare il contenuto di qualcosa è intuizione. Tutti gli oggetti contengono i pensieri nelle loro forme, possiamo anche imparare a leggerli. Se il Tutto avesse rivelato la propria natura interiore immediatamente ai sensi fisici, non ci sarebbe stato alcun bisogno di pensare (e non ci sarebbe alcuna necessità scientifica), ma questo non è il caso: la mente, piuttosto che essere una sorta di super -computer, è un organo di percezione. E possiamo vedere che fondamentalmente ci sono due tipi di pensiero: ciò che è in accordo con la realtà e ciò che non lo è - quest'ultimo è finzione di ogni genere. Entrambi hanno il loro posto. Ciò che è importante è essere in grado, attraverso l'intuizione, di distinguerli, discernendo tra la vita, i pensieri dinamici, e i pensieri passivi che derivano semplicemente dalle parole; parole che potrebbero essere molto logiche, ma che ancora hanno ben poco a che fare con la realtà.

Quando cominciamo a capire che il pensiero non è solo un prodotto del nostro cervello, ma un aspetto vivente della coscienza dentro di noi, diventiamo sempre più aperti all’ intuizione, alla percezione del contenuto spirituale che ci circonda. Esso diventa un grande aiuto per andare più in profondità e incontrare- attraverso gli occhi interiori- come afferma Blake - l'amore.

Come può essere che l'intuizione sia collegata con la libertà? Ebbene, quando una persona agisce per istinto, non è libera, non lo è nemmeno se guidata da sentimenti -  quali lealtà, dovere, orgoglio, ecc. - e neppure se è accompagnata da insegnamenti tratti dalle esperienze precedenti, o dai principi morali ricevuti dalle autorità esterne, se pur studiati o compresi. Questi possono aiutarci a svolgere un ruolo, o per lo più a eseguire, ma quando siamo in grado di agire attraverso l’intuizione, di vedere attraverso l'amore, di compiere l'azione giusta nella data situazione (che può o non può coincidere con uno dei suddetti), allora siamo in grado di agire davvero liberamente. 'Niente è più raro, in ogni uomo, che un atto proprio', ha detto Ralph Waldo Emerson.

La maggior parte delle persone agisce necessariamente per le ragioni sopra esposte, come un automa, partendo dalla produzione di idee per il benessere personale o per le esigenze temporanee. Quando qualcuno interrompe il ciclo, migliaia di persone protestano. Anche gran parte della New Age è legata alle regole, ai suoi seguaci, come ogni antica società controllata. Al di là di tutto questo, ognuno di noi ha la possibilità di agire liberamente seguendo il cammino dell’amore per un obiettivo etico e morale. Possiamo sicuramente concepire di essere liberi, se ci permettiamo però di agire attraverso l’originaria intuizione. Essa è legata alla creazione artistica.

Le arti coinvolgono attività creative di tutti i tipi, e, oltre i regni di intrattenimento e dell’arte della comunicazione o della propaganda, c'è lo sforzo di rivelare verità più profonde. Questo è ciò che le scienze compiono, attraverso concetti, idee e spiegazioni, mentre l'artista rivela verità attraverso le opere d'arte che possono parlare allo spettatore o all'ascoltatore a livello intuitivo. La musica è un buon esempio, perché è una forma d'arte, in grado di parlare a tutti, bambini, adulti, persone di culture diverse, anche nel grembo materno.

Gli esseri ascoltano il mondo attraverso tre modalità. In primo luogo vi sono suoni, che possono essere prodotti da qualsiasi sostanza materiale, e che ci dicono qualcosa della forma, della sua densità, morbidezza, fragilità e così via. Quando sentiamo tali suoni, siamo portati fuori noi stessi e condotti nella natura interiore della sostanza.

In secondo luogo vi è l’espressione: le voci di altre persone, i suoni di animali, uccelli e esseri viventi. Quando sentiamo le voci, anche se non siamo in grado di capire le parole, possiamo sentire qualcosa della natura dell'anima, i sentimenti degli altri, e ancora una volta questo ci conduce fuori da noi stessi, verso l'altro.

In terzo luogo vi è il tono musicale. Quando sentiamo toni musicali e note, esse parlano di qualcosa dentro di noi, nello stesso modo in cui l'intuizione e il contenuto spirituale possono sorgere all'interno delle nostre menti. Quando sentiamo la musica, comprendiamo intuitivamente che essa non è stata prodotta dalle forze della natura o dagli animali. Mentre il mondo materiale può produrre suoni, gli esseri provvisti di anima sono voci di ogni genere, quali esseri spirituali che possono produrre e amare la musica (I veri musicisti della natura sono gli uccelli, quelle creature che amano esternarsi dalla terra.)

La musica, contenente toni, suoni e voci, parla a noi spiritualmente, dall’interno, e anche alle nostre anime e corpi. In questo sta il segreto della musicoterapia. Nei tre regni della musica (melodia, armonia e ritmo) possiamo intuitivamente vedere le connessioni, rispettivamente con l’elemento spirituale, l'anima, la materia, e la forza del pensiero – e una melodia diventa come un volano e coniuga il sentire e il volere. Questo trova anche la sua corrispondenza nei tre tipi di strumenti musicali: le corde, il vento e gli strumenti a percussione. Quando ascoltiamo la musica, possiamo sentire, intuitivamente, che non si percepisce solo attraverso l’udito e le orecchie, pur essendo che hanno una grande importanza. Nel 'sentire' i diversi strumenti e i toni, noi recepiamo anche attraverso la forma, la pelle, il respiro, il battito cardiaco, gli arti inferiori, e al di sopra di noi; tutto il nostro essere può essere inondato da figure musicali.

Quando intellettualizziamo la musica, essa svanisce. Quando ascoltiamo con la massima attenzione, a livelli più profondi, si può avere l'intuizione descritta da Mozart: 'La musica è nelle pause, non solo tra le note’.

John Dalton è un arpista pluripremiato che parla regolarmente del mistero della musica, accompagnando i suoi colloqui con l'arpa. È un ex manager di Rudolf Steiner Staffnel Regno Unito, fondatore di New View Magazine, ed ex direttore di Avalon Magazine.

Intuizione, Denaro e Servizio


John Bloom

Parlare di intuizione è descrivere la nostra vita spirituale; ciò che non è fisico, ma piuttosto materiale per tutta l'umanità. Ci sono numerose cosmologie che parlano del sé intuitivo, ma in sostanza è ciò che è unico per noi, la nostra individualità, il nostro Sé essenziale: l’'Io sono' ovvero chi sono. Posso condividere la mia intuizione e partecipare ad una intuizione collettiva, ma senza quella prima esperienza interiore del Sé, la condivisione non può emergere.

La vita spirituale deve essere libera. Quando qualcuno non è libero, non può esprimere la vera essenza del sé.  A volte facciamo del male gli uni agli altri. La libertà interiore, la libertà spirituale, non sono rispettate. Ma il rispetto corrisponde alla legge spirituale principale. È la nostra verticalità, la nostra rettitudine.

Dobbiamo essere nel mondo sapendo che ogni persona ha la propria individualità. Abbiamo bisogno di parlare tra noi e trovare il modo giusto di stare insieme, creando accordi che portano verso la retta vita sociale.

Il denaro è un accordo. Tutti i soldi per i quali stiamo lavorando rappresentano un accordo. Abbiamo creato tutti i tipi di valute per rendere gli scambi sulla base di una serie di accordi. Le valute continentali sono le modalità accettate. Essi sono convenienti, possiamo portarle con noi e acquistare le auto con cui viaggiamo, utilizzarle durante la vita quotidiana e gestire scambi, relazioni, contratti. Esse si muovono continuamente; ma, ciò che permette loro di spostarsi, per le transazioni, è la natura dei nostri accordi.

Nessuna transazione avviene senza un accordo, e tali accordi sono regolati consciamente o inconsciamente dal principio di uguaglianza. Non è possibile creare una regola o un accordo per qualcun altro. Cerchiamo di creare accordi unilaterali, cercando di superare eventuali contrasti. Ma nessun accordo è sostenibile per le persone, organizzazioni o nazioni fino a quando gli stessi non si siedono insieme e si incontrano, come esseri uguali. L’accordo non prevede l’esistenza di un potente rispetto agli altri. Ciò comporta un cambiamento di paradigma nella natura del potere, e la cosa importante è che può essere costruito attraverso gli accordi che concludiamo. Questo è ciò che il denaro rappresenta idealmente.

Eppure il denaro è energia, e vorrei anche sostenere che si tratta di una misura, una riserva di valore; ci permette di muoverci nella nostra vita economica in un quadro di accordi intorno al concetto di valutazione. Inoltre, non è una cosa singolare, perché il denaro ci permette di fare un sacco di cose. Siamo in grado di acquistare, di prestare denaro a persone, siamo in grado di dare, ma il gesto interiore di ciascuna di tali transazioni è molto diverso. Siamo tutti addestrati a pensare che il denaro è solo transazione. Si va alla banca o al bancomat e si ottiene il denaro: si tratta di una transazione. Non si ha nemmeno bisogno di parlare con nessuno. Ma non sarebbe possibile prestare denaro a qualcuno senza una conversazione o un accordo di qualunque tipo. Esiste una relazione reciproca inerente alla funzione di prestito intorno al denaro che è molto diversa da quella, diciamo, proveniente da un acquisto o dal bancomat.

Esiste poi il dono del denaro e a cosa conduce. A mio parere questo è un luogo dove l'intuizione può emergere nel mondo attraverso l’accordo, perché intuiamo quanto il denaro possa essere utile a chi davvero ne ha bisogno. È questa la vera natura del dono. Esso comporta anche un intreccio nel destino, una liberazione mentale. Nell’atto di dare, si completa qualcosa del mio percorso karmico, riconoscendomi nell’altro. È qui che l'intuizione si presenta in relazione al dono, consentendo ad essa di agire. Esiste un accordo reciproco, anche se il donatore pensa di essere senza alcun vincolo. È ancora una volta l'accordo che permette la transazione, e non ci sono limiti di tempo intorno ad esso.

"Il tempo è denaro." Questo conduce ad un concetto estremamente importante in economia, quello del servizio. Il senso del Servizio riconduce ad avere la capacità interiore di riconoscere i bisogni degli altri. Si può servire nel momento in cui non sono stati riconosciuti i bisogni? Qualcuno ha un bisogno e ciò richiede una forza altruista, superando la propria individualità. Non ho bisogno di un accordo per riconoscere il bisogno di qualcun altro. Posso solo farlo. Si tratta di una funzione definita interdipendenza compassionevole. Si tratta di risvegliarsi al fatto che dipendiamo gli uni dagli altri, e che se non prestiamo attenzione, non potrà esistere reciprocità. Senza interdipendenza compassionevole siamo condannati all’anti-sociale, dove il denaro e il potere esistono solo per prendersi cura di sé stessi. Ciò equivarrebbe alla fine di un sistema di energie.

L'interesse è anche un mito, perché siamo assolutamente dipendenti dagli altri per ogni atto ed ogni azione. È impossibile prendersi cura e lavorare solo per sé stessi. Se fosse così, nessuno sarebbe seduto qui, in questa sala conferenze, non ci sarebbero sedie, nessun cappotto da indossare, nessun aereo per potersi spostare. Non abbiamo ancora smascherato quel mito perché il denaro e l'economia sono ancora misurati attraverso l’accumulo piuttosto che per la reciproca circolarità. Ed è la circolarità che dimostra l'interdipendenza.

Ci sono tre regni fondamentali: l'intuizione spirituale che rappresenta il lavoro che ciascun individuo deve compiere; il denaro, che è il frutto di accordi; il servizio che è la risposta ad altre esigenze. Speriamo che ci sia un modo per incontrare i bisogni degli altri, in un rapporto circolare e reciproco. Questo è la rappresentazione triplice di come viviamo nel mondo. La sfida è: come possiamo integrare gli accordi con il sé spirituale libero ed il cuore altruista centrato sulla consapevolezza delle altrui esigenze? La difficoltà deriva dal fatto che si tende a trattare i tre regni come entità del tutto separate tra loro. Per quanto riguarda il regno del denaro, per esempio, abbiamo spesso sperimentato una qualità visionaria quando consideriamo le cose che si possono fare per scopo e non per profitto.

Ma quando pensiamo al denaro, il senso di abbondanza è spesso sostituito dal concetto di scarsità, la forza opposta del “mai abbastanza”. Come si fa a stabilire un diverso rapporto con il denaro che consente di rendere liberi sia il servizio che l'intuizione? I tre regni sono correlati fra loro e sono parti di un Tutto. Essi mediano reciprocamente. In molti modi la libertà è un mediatore tra il riconoscimento dei bisogni altrui e i nostri accordi. Siamo sempre liberi di rinegoziare un accordo, ma non siamo liberi di fare quello che vogliamo, una volta concluso l’accordo.

Speriamo che questi pensieri possano favorire una più profonda consapevolezza e integrità in rapporto all’ intuizione, al denaro e al servizio, e risvegliare un riconoscimento che essi non sono per nulla separati. Mentre i principi cambiano in ogni epoca, siamo ancora esseri umani e vogliamo portare il meglio di noi stessi in ciascuno di questi ambiti. Siamo costantemente capaci di realizzare accordi, non perché più spirituali, ma perché creati nel principio di uguaglianza in un mondo in cui esiste il servizio. Il vero compito è quello di comprendere le esigenze realmente necessarie sulla Terra e la capacità di soddisfarle, attraverso, appunto, il servizio. Quindi, in un certo senso l'intuizione è in servizio al denaro, il denaro è in servizio al servizio, e il servizio è in servizio all'intuizione: si completano reciprocamente e sono parte di un intero sistema.

John Bloom è Vice Presidente di Organizational Culture RSF Social Finance (ex Rudolf Steiner Foundation) un’organizzazione che offre servizi finanziari di investimento, prestito e servizi a coloro che sono impegnati nel migliorare la società e l'ambiente. Dal 1984, RSF ha realizzato più di $ 450.000.000 in prestiti, sovvenzioni e investimenti. John è stato recentemente nominato Segretario Generale della Società Antroposofica in America.

Ecologia Impegnata: Una Pratica Intuitiva


Rhonda Fabian

Recentemente ho sintetizzato alcune buone idee, trasmesse dai miei insegnanti, in una serie di sette principi e pratiche che ho chiamato 'Ecologia Impegnata'. Per l’occasione uso la parola 'impegnata' per meglio esprimere un’ecologia al di là di concetti intellettuali, nella trasformazione reale e pratica delle vie profonde dell’essere, del pensare e dell’agire, di ciò che noi e le nostre relazioni più elementari conduciamo. La trasformazione è un processo intuitivo.

Ecologia impegnata è un insieme di valori e di istruzioni trasmessi ​​dalla natura che ci possono guidare verso l'armonia e ripristinare il nostro rapporto fondamentale con la Terra. Esploriamo i primi tre principi - quelli più semplici e più vicini.

Iniziamo con il Principio 1 – la raffigurazione brillante della natura è onnipresente.

Noi tutti facciamo parte della natura. Basta guardare con profondità la vostra stessa mano, con i vostri occhi, per concludere che è una meraviglia della natura, una confluenza di condizioni e di energie che ha reso possibile la loro esistenza, avere sia mano che occhi. Se si guarda abbastanza profondamente, si vedranno il sole, i fiumi, i sistemi nutritivi nel terreno che hanno alimentato la vostra stessa esistenza, fino al momento attuale. Per miliardi di anni la Terra ha sostenuto la vita - e continuerà a farlo, con o senza di noi. Proprio come ci alziamo con il giorno e ci addormentiamo con la notte - così anche le nazioni e gli imperi ascendono e crollano - galassie intere e innumerevoli mondi si manifestano e si dissolvono alla vista. Questa idea non deve farci sentire insignificanti, ma miracolosamente speciali. Siamo presenti - assolutamente preziosi e unici - nel qui e ora - quale nota di grazia nella sinfonia della realtà.

La nostra vera pratica è quella di coltivare la consapevolezza dell’esistenza essenziale - la nostra reale natura. E per fare questo, per prima cosa dobbiamo fermarci. Smettere di correre e di rincorrere, interrompere la pianificazione, e anche smettere di intellettualizzare. La consapevolezza non può avvenire senza fermarsi. Nella mia esperienza ho compreso che solo fermandosi inizia il ritorno al respiro. Il nostro respiro è il dono prezioso della vita - presente dal momento della nascita e lo sarà fino all'ultima esalazione nella morte. Portare la nostra consapevolezza al nostro respiro tranquillo, seduti senza distrazioni anche per un paio di minuti ogni giorno è un modo sicuro per tornare a casa con il nostro vero sé.

Molti di voi hanno una pratica di meditazione, ne sono sicuro. Vi incoraggio ad aggiungere la respirazione nella meditazione, se non fa già parte della vostra vita quotidiana.

Il filosofo Sri Aurobindo afferma che ‘per poter apprezzare la verità più profonda della bellezza è fondamentale il risveglio di una certa visione, attraverso la risposta intuitiva dell'anima.’ Crogiolarsi al sole per qualche istante, anche bere un bicchiere d'acqua può portare grande gioia quando si pratica in questo modo. È solo arrestando e prendendo coscienza delle meraviglie della vita che possiamo veramente risvegliarci - 'vedere con la nostra anima' e sentire con il cuore - l'essenza dell’intuizione.

Il secondo principio è che la Natura si adatta e si auto-regola - continuamente alle condizioni mutevoli.

Come un fiume, anche noi dobbiamo essere aperti all’apprendimento e al cambiamento. In uno studio sul Cosmo, che ho condotto con il mio compagno di scuola di Annenberg Allume Dr. Jen Horner, ho sperimentato l'idea che il lavoro di gruppo può condurre al cambiamento, partendo dall’ improvvisazione. Cosa significa?

Significa che percorriamo il sentiero. Come il flusso e la riva del torrente sono inseparabili perché atto della co-creazione - noi, come operatori di gruppo stiamo diventando sempre più intuitivi, capaci continuamente di adattarci a ostacoli e a nuove condizioni. Improvvisazione e intuizione sono strettamente collegati. Ciascuno è parte fondamentale di una conversazione. Qualunque cosa accada, dobbiamo imparare ad ascoltare. L'improvvisazione, la padronanza di sé e l'autocontrollo sono attitudini necessarie sia al musicista jazz che al ballerino. Devono essere bravi in ​​quello che fanno. Andare avanti, attraverso la consapevolezza come giocatori capaci, in modo tale da generare nel tempo energia comune. E, infine, ci deve essere un senso intuitivo da parte di tutti i membri del complesso – così come la comprensione comune dello scopo e dell’obbiettivo direzionale.

In pratica, con questo livello di apertura e di flessibilità dei nostri punti di vista, beneficiamo di saggezza e creatività degli altri, prestando particolare attenzione alle voci degli esseri emarginati, degli indigeni, dei timidi, degli introversi.

Quindi, possiamo avere vari punti di vista su ciò che pensiamo che gli altri dovrebbero fare, ma la comprensione e la bellezza si rivelano attraverso la pratica di ascolto profondo, l'autocontrollo, la fluidità. Molte organizzazioni e gruppi non riescono a raggiungere scopi comuni, perché alcuni membri non hanno svolto il lavoro interiore, al fine di padroneggiare il loro ego e le emozioni forti. Essi sentono onnipotenza egoica. Ma accumulare fatti o vissuti non è segno di saggezza. Quello che noi pensiamo di sapere è soggetto a modifiche e nessuno ha tutte le risposte.

Principio 3 -  La Natura esprime il potenziale innato.

Pratica - Sviluppare empatia per tutte le forme di vita

Tutti gli esseri viventi sono impegnati nel processo di dispiegamento dal potenziale innato. Impegniamoci a riconoscere e a incoraggiare il potenziale di tutti gli esseri, dal più piccolo alle grandi forme di vita, le persone, gli ecosistemi, e tutta la Terra nel suo complesso.

Noi non sosterremo atti come uccidere o distruggere la vita, nel nostro pensiero, nelle nostre azioni e nello stile di vita. Esamineremo l'impatto che abbiamo sugli animali, compiendo uno sforzo per ridurre la loro sofferenza. Boicotteremo l’agricoltura industriale, la sperimentazione animale, il loro impiego per l'intrattenimento del pubblico, la caccia di animali in via di estinzione, cause di grandi sofferenze.

Tutta la vita ha valore in sé, e questo valore non dipende dall’utilità per gli esseri umani. Dobbiamo lavorare per cambiare la concezione che gli esseri umani sono superiori ad altre forme di vita sulla Terra e lavorare, dunque, per proteggere la diversità.

Dobbiamo essere in grado di praticare, cercando adeguatamente sulla base di tali principi cibi, vestiti e altri prodotti che consumiamo, scegliendo di non acquistarli o non usarli se 'contengono' la sofferenza inutile di persone o animali. Possiamo scegliere prodotti locali e fatti a mano, commercio equo e solidale, o semplicemente vivere con meno.

Anche in questo caso, l'intuizione gioca un ruolo forte nelle scelte che facciamo. Diciamo che potremmo risparmiare l'acqua facendo una doccia più breve. Ma, l’uso residenziale di acqua è letteralmente una goccia nel mare rispetto alle pratiche di spreco dell'industria e dell'agricoltura. Molte delle pratiche "verdi" che ci viene chiesto di adottare sono fuorvianti ... punitive. Come se fosse colpa nostra se siamo a corto di acqua.

Si tratta di una sorta di depistaggio a livello di sistema della cosiddetta economia verde. Non dobbiamo confondere gli atti di sacrificio personale per l’attivismo politico organizzato. La gente muore perché l'acqua viene rubata, deviata, contaminata e mercificata. Se avete seguito l'azione di protesta dell’Organizzazione Standing Rock Sioux, saprete che, in questo momento, i nostri fratelli e le nostre sorelle stanno sopportando disagi estremi per proteggere le nostre acque.

E il fatto doloroso è che, anche se tutti noi usiamo la bicicletta per andare a lavorare e utilizziamo stufe a legna per scaldarci, l’impatto è fortemente trascurabile sul riscaldamento globale e sull'inquinamento.

Quindi perché dobbiamo preoccuparci di cambiare le nostre abitudini di consumo? Perché fare una doccia più breve? Intuitivamente, si conosce la risposta. Lo facciamo come un atto di solidarietà verso chi ha meno, e come un atto di rispetto e di amore per la Terra. David Whyte dice: "Gli esseri umani hanno capacità intuitiva e sanno che da qualche parte, al centro della vita, c’è qualcosa di inalterabilmente giusto e buono".

Questo è lo spirito di buona volontà – e se lo ascoltiamo, esso ci guida. Come la luna nel buio. Che essa ci guidi a lavorare a stretto contatto con gli altri, e a cercare modi per proteggere la vita di persone, piante, animali, minerali, ecosistemi e bacini - anche se questo significa rischio per noi stessi.


Rhonda Fabian, editore digitale del Cosmo Journal  (www.kosmosjournal.org), è uno scrittore, regista e co-fondatore CEO società di media educativo, Fabian Baber Communications. Rhonda fa parte dell’Ordine della tradizione monastica del suo insegnante, Maestro Zen Thich Nhat Hanh.

Favorire l'Umanità Una


Domen Kočevar

L'umanità è composta da 7 miliardi di esseri umani. Sette miliardi di persone, ognuno alla ricerca della felicità come loro motivazione principale nella vita. Tutti vogliono solo essere felici. I problemi sorgono con avere o non avere ciò che si vuole o quando la sensazione personale di felicità esclude quella degli altri. Questi problemi portano dolore e tutte le altre versioni di sentimenti indesiderati che conosciamo.

Nel Sutra di Patanjali dei 5 klesha, un vero gioiello di filosofia indù, vi è la sintesi di quelli che sono gli ostacoli all’esperienza dell’Unione. "La mancanza di consapevolezza della realtà, il senso di egoismo, il forte desiderio, le attrazioni e le repulsioni verso gli oggetti sono le grandi afflizioni e le cause di tutte le miserie della vita."1 Se conoscessimo il nostro vero Sé e chi siamo veramente, tutti i nostri problemi sarebbero risolti.

La coscienza viene identificata con la materia e coinvolta con essa. Si scende nella materia, su un percorso involutivo, fino al punto di svolta. L’evoluzione verso l'anima e poi verso lo spirito, se usiamo questi termini, è il percorso di liberazione dagli ostacoli all'unione in modo che la presa di avidya (ignoranza) ottenga sempre meno potere. Il risultato è che la nostra identificazione si modifica, diventando più sottile, più difficile da individuare e da vedere.

La storia della discesa e della salita dell’umanità è stata descritta sapientemente tante volte e con innumerevoli parole nel corso della storia che è ora in gran parte chiara alle menti di coloro che studiano il percorso. Molte persone sanno. E realizzazioni più profonde stanno accadendo, mentre la conoscenza si sta trasformando in azione sapiente e salda.

Tante persone parlano di una sola umanità, dell’unicità, della connessione condivisa. Nell'ultimo anno in cui ho pensato di svolgere un dottorato di ricerca su questo argomento, ho visto un grande numero di persone capaci di toccare il cuore stesso dell'umanità. La scienza sta rivelando tanti esempi concreti di ricerca che stanno mostrando il fatto inevitabile che noi tutti siamo uno.

Credo che l'umanità non sia così lontana da un salto collettivo verso le qualità dell'anima. Il sutra di Patanjali definisce le misure necessarie per superare gli ostacoli, o klesha, alla nostra consapevolezza di unione; molti individui hanno solcato il sentiero in passato e ancora lo faranno. Tuttora il campo collettivo comincerà a breve a sorprenderci per la realizzazione di cose non previste.

Il percorso di vita cosciente della grande famiglia umana sta diventando sempre più in sintonia con l’Amore UNO, con una sola Mente ed un’unica Volontà. La mia osservazione del mondo è che tanti individui sono così vicini e capaci di sintonizzarsi, tanto da non essere in grado di fare all'altro alcun danno e, dunque, di iniziare attivamente ad aiutarsi a vicenda ...essendo più …vicini. È come un bicchiere pieno d'acqua, in cui ogni nuova goccia si aggiunge. Una volta che comincerà a scorrere sarà un processo irreversibile. La nostra conoscenza interiore di identità, di condividere gli stessi sogni, paure e dolori è così forte. È anche facile vedere che tutto il contrario sta accadendo: che c'è una corrente sotterranea che sta cercando di fermare il salto quantico. Ma credo che gli estremi che stiamo vedendo in tutto il mondo annuncino la forza della corrente sotterranea del movimento del Bene, della Buona volontà di tutti.

Insieme ad altri compagni, Nina Meyerhof ed io stiamo lavorando su un progetto avente sede ad Auschwitz. Questo luogo è l'espressione più orribile e pervasa di male della storia umana. Il progetto si concentra su come evitare che in un futuro qualcosa di simile avvenga. Sappiamo che oggi avvenimenti analoghi ad Auschwitz stanno accadendo nel mondo. Come andare oltre la possibilità di fare qualcosa di così male all'altro? Non è importante chi è l'oppressore e chi è la vittima. È sempre e solo una questione di come possa essere possibile compiere TALI orrendi ATTI. Questo principio dovrebbe vibrare in ognuno di noi e spingere ad azioni che sappiamo essere giuste e sincere. È il coraggio di dire che non importa chi è il cattivo e chi è la vittima. Potete immaginare come il potere del perdono sia necessario per guardare ciò che è accaduto ad Auschwitz se si è la vittima? E lo stesso è per il cattivo che vive il risultato delle sue azioni. Il senso di colpa sta rovinando molti.

Vedendo la violenza che accade ora nel mondo, cerco di identificarmi a volte con l'uomo nel fossato che sta sparando su altri esseri umani. Come può compiere questo? Capisco l’obbligo o il comando, l’odio derivante dal dolore, il processo di difesa e quindi utilizzando tali possibilità ... posso facilmente vedere come questo sia possibile o fattibile quando la natura umana è disconnessa dal tutto.

Ma posso anche vedere il semplice cambiamento che può accadere quando qualcuno si identifica con l'altro e riconosce, in lui, sé stesso. Guarda la madre dell'altro e vede la propria. Egli osserva i figli degli altri e subito immagina il suo. Vedendo il sorriso semplice di una donna innamorata, comprende la tristezza di non poter tornare a casa. Tali piccole connessioni possono rendere la coscienza collegata con il tutto. E il "campo" è davvero sempre pieno di informazioni sulla nostra interconnessione. Da sbocchi completamente scientifici fino alle pratiche, si può conoscere l'unicità e l’identità di tutti. L'esterno si raggiunge dall'interno, mentre l'interno sta provando ancora le difficoltà per venirne fuori. I punti di contatto stanno congiungendo gli esseri umani in tutto il mondo.

Per toccare il cuore di Colui che è, fondamentale per l’umanità è conoscere l'importanza di tutti i colori nel mondo, comprendendo che ogni anima è diversa, conoscendo l'Unità. Si comprende l'importanza di tutti, ciascuno con i suoi doni e i suoi messaggi.

Il cambiamento generale accade quando il punto di vista principale cambia - tutto ciò si adatta a questo. È mia convinzione che l'Umanità Una, la fratellanza di tutti, è più vicina di quanto possiamo immaginare. La ciotola della conoscenza si sta rapidamente riempiendo con i fatti della Vita Una e l’umanità risponderà di conseguenza.


Domen Kočevar è un docente, scrittore e rappresentante della biblioteca Teosofica di Alma M. Karlin, Celje, Slovenia.

1. I. K. Taimni, The Science of Yoga: The Yoga Sutras of Patanjali, Section II, Sutra 3, p. 130

Insegnare l'Intuizione all’Intelletto nelle Scuole di Oggi


Aïsha Guennoun

Alice Bailey ha scritto che: "La natura è il vero significato della meditazione, e il suo utilizzo su larga scala in Occidente ... può eventualmente sostituire i metodi attuali di allenamento della memoria, e dimostrarsi come fattore potente nel procedimento educativo moderno." Come può l’intuizione essere uno strumento didattico nelle scuole di oggi? Cosa possiamo fare oggi per favorire una formazione più concentrata sul suo sviluppo nelle scuole di domani? La sfida ora è quella di educare l'intelligenza in modo che diventi più ricettiva all’ intuito.

Terminologia
L'intelletto è la mente concreta che riceve, raccoglie e analizza le conoscenze per poterle applicare, ad esempio imparare a contare o utilizzare l'aritmetica mentale per fare acquisti. Quanto più si va avanti nei nostri studi, più si perfeziona l'uso dell'intelletto, mediante la riflessione su argomenti specifici. Quando usiamo l'intelletto e la riflessione su aspetti globali o nozioni intangibili, tocchiamo la frontiera della mente astratta, il regno delle idee universali. Tuttavia, è importante riconoscere che l'intelletto è ormai così talmente utilizzato nella nostra società, da bloccare l’azione dell’intuizione.

In Filosofia dalla A alla Z, si afferma che "l'intuizione ha la stessa proprietà della scoperta di un oggetto, di una nuova idea". Evocando la "natura divina dell’intuizione"1, ci si avvicina alla comprensione del cuore. Nel processo di comprensione la "verità" risuona e si armonizza con il nostro essere interiore, in modo che possiamo viverla più pienamente. È il legame tra il nostro mondo interiore "reale" e l'ambiente quotidiano del nostro mondo terreno, permette il passaggio dal mondo invisibile al mondo visibile.

Perché "Insegnare l’Intuizione"?
Lo studente è più sensibile al mondo della conoscenza quando impara con il cuore. La visualizzazione creativa di gruppo è uno strumento didattico che stimola il risveglio dell'intuizione, nei giovani e negli adulti. L'insegnante impartisce non solo la conoscenza ai suoi studenti, ma realizza con successo un progetto educativo, in collaborazione con gli stessi, che diventano più responsabili all'interno di un gruppo di classe. Visualizzare e immaginare è, per gli studenti, la possibilità di creare una nuova sostanza mentale nel mondo di oggi. È questa essenza, questo mezzo di pensiero, che permette loro di costruire insieme il mondo di domani.

Insegnare "me = noi" aiuta a stabilire un'atmosfera creativa nel gruppo classe: gli studenti si sentono sintonizzati sulla stessa frequenza durante le lezioni, come se fossero sulla stessa lunghezza d'onda. Le differenze non sono più viste come disaccordi, ma come un arricchimento del gruppo classe. Nelle nuove scuole di oggi, si insegna il lavoro, la cooperazione e la collaborazione come gruppo. Diversi movimenti2 educativi alternativi stanno stabilendo questo metodo di apprendimento insieme, in modo creativo. L’educazione steineriana promuove e realizza una maniera creativa di realizzare il gioco, quale: "materiale non strutturato al fine di sviluppare l'immaginazione."3 Il metodo Montessori utilizza un approccio più sofisticato che rispetta il ritmo di risveglio e di apprendimento di ogni bambino.

L'Insegnamento dell’Intuizione allo Stato Attuale
Nel mondo della formazione iniziale, i termini spirituale e intuizione non implicano una tipologia di apprendimento mistico, ma una formazione alla non-separatività (da qui il lavoro di gruppo). Ciò si riflette nei valori universali che troviamo in educazione civica o nei moduli sulla cittadinanza, nel programma di educazione nazionale in Francia, per esempio, e del risveglio della creatività essenziale (quella interna che si esprime esteriormente) senza imporre un rigido schema di espressione. La libertà creativa è promossa attraverso una tecnica artistica rinnovata e ripetuta, in modo che gli studenti possano perfezionare le loro espressione individuale.

L'Esempio Finlandese
L'intuizione è anche l'arte di costruire ponti tra presente e futuro. Nella scuola dai 6 ai 16 anni di età, la Finlandia è un esempio di sintesi dell’educazione tradizionale attraverso gli approcci di Steiner e della Montessori, capace di adattarsi alle esigenze dei giovani. Nell’ insegnare la pratica e la tecnica intellettuale, i bambini sono incoraggiati a seguire il percorso da loro scelto.

Gruppi di Età
Nell’ insegnamento New Age 4 vediamo che i bambini di diverse fasce di età sono polarizzati in un solo corpo o in un altro. Durante i "primi dieci anni," ai bambini si insegna "ad affrontare in modo intelligente con informazioni provenienti ... dal cervello attraverso i cinque sensi." È dunque importante educare il bambino a "rispondere agli impulsi creativi per fare e produrre ciò che egli vede e sente." Inoltre, è necessario approfondire un focus su arti, mestieri, disegno e musica. Poi, dopo gli undici anni di età, la mente diventa dominante. L'adolescente impara a "razionalizzare i suoi impulsi emotivi e il desiderio, per discriminare il possibile errore," attraverso, per esempio, la storia e l'educazione civica. Così, egli affina il suo senso dei valori. Alice Bailey suggerisce che "lo studio della psicologia" e "la natura dell'anima" dovrebbero essere aggiunti al programma formativo, già all'età di diciassette anni. La meditazione potrebbe quindi essere impartita dall'età di diciotto anni, come "pensiero profondo", anche attraverso materie come la matematica, le scienze e la vita sulla terra, perché favorirebbe la capacità "di mettere a fuoco e di intuire."5

Arte e Intuizione
Secondo Steiner, l’impegno scolastico e le sue attività sono fondamentali nella crescita, poiché influenzano lo sviluppo dei giovani studenti. La fatica dovrebbe essere evitata, per dare una forma artistica all'insegnamento. È il senso artistico che si sviluppa tra il sé ed ​​il corpo fisico ed è rappresentato dal corpo astrale e dal corpo eterico; esso coltiva nel bambino un senso di bontà, in modo che possa "sentire, sperimentare la bellezza... a scuola, in tale l'età, in questo settore, i bambini sono più ricettivi."6 Marie-Laure Viaud scrive che nel campo della creazione artistica, l'uomo impara a modellare la materia, in modo che possa rivelare una realtà spirituale. Il giovane studente deve prima essere in grado di vivere questa realtà interiormente, per esprimerla poi artisticamente. La creazione artistica non può essere fatta senza un "approfondimento della vita interiore."7 Infatti, secondo Paul Klee, l'arte rende visibile l'invisible.8

L'insegnamento dell’intuizione è, di per sé, un'arte. Nel regno dell'intuizione, lo studente dovrebbe essere guidato ad usare la sua immaginazione creativa: ". La fonte dell'arte è l'immaginazione creativa che cattura l’essenza spirituale e conduce dal mondo visibile al mondo invisibile."9

Nelle scuole di oggi, si tende ad accrescere l'apprendimento di conoscenze, ma troppo spesso si lascia da parte l'arte o l'immaginazione creativa. Questo potrebbe rallentare o addirittura paralizzare lo sviluppo e l'espressione dell’intuizione.

Nel 21° secolo, ridestato grazie alla "virtualizzazione" delle immagini, i giovani sono più in sintonia con la capacità di visualizzare. Queste sono le generazioni che crescono, in generale, di fronte a schermi televisivi o computer, soprattutto in Occidente. Durante l’adolescenza, il giovane prende dimestichezza con questo modello mentale e virtuale della rappresentazione del mondo. L'insegnante o l’educatore deve risvegliare l'intuizione, ricollegando il bambino alle sue immagini interiori più che alle immagini esterne, proposte dagli schermi.

Il Volere Creativo e l’Intuizione: uno Sforzo di Buona Volontà
Per l'adolescente, l’allenamento costante alle immagini televisive e digitali, può condurre ad uno sforzo di volontà per imparare ad immaginare "in autonomia". Inoltre, un’"educazione, che si concentra sulla fornitura di conoscenze, soffoca altre aree della vita dell'anima a causa della natura impersonale delle immagini che veicola. Con l'uso della volontà, l'anima è attiva in sé."10

Welleck definisce questo fenomeno come volontà di "intenzione"11 o direzione del pensiero. Quando si utilizza la volontà nel creare immagini, facciamo uno sforzo per immaginare forme di sostanza mentale nel modo più preciso possibile, rendendo possibile che essi non diventino fugaci: "immagini mentali possono essere condotte e dirette deliberatamente, invece che in modo incontrollato.

Aïsha Guennoun isvolge l’attività di insegnante in Francia, compagna del World Goodwill e del Lucis Trust HQ a Ginevra.

1. La philosophie de A à Z, Hatier, vedere "intuizione".
2. Montessori, Freinet, Steiner, une école différente pour mon enfant? by Maire-Laure Viaud, ed. Nathan, Paris 2008
3. ibid.
4. Istruzione nella Nuova Era, Alice A. Bailey, p. 9
5. ibid.
6. Basi de la pédagogie, éd. Anthroposophiques Romandes, 1988; (p.351)
7. ibid.
8. Montessori, Freinet, Steiner, p.252
9. ibid., p.30
10. L’enfant endevenir, Ernst-Michael Kranich, ed. Triades, 2000, il Belgio,  p. 33
11. Die Polaritätim Aufbau des Charakters, Berne 1950, 1950 lavoro citato in L'enfant endevenir, pag. 33
12. ibid., p.34

L’Istruzione dell’Anima per il Cambiamento Sociale


Nina Meyerhof

Se vogliamo cambiare il nostro comportamento, al fine di realizzare la nostra vera identità e la nostra capacità di connessione, allora il nostro sistema educativo deve mutare. Le organizzazioni educative devono riflettere, cercando di comprendere profondamente cosa significa essere umani in quest’epoca, in cui l'essenza di una società globale è interconnessa nelle intenzioni e nelle azioni. Il bisogno di educazione morale e il potenziale del potere spirituale degli individui è in un processo di evoluzione. Per poterlo realizzare, fondamentale è sapere che il prossimo modello educativo sarà quello di educare ad attingere alla coscienza superiore, traducendo tale esperienza in azioni esteriori per l'armonia globale e della società. Dobbiamo condurre i nostri cuori e usare le nostre menti, al fine di promuovere la comprensione dell’universo e del suo funzionamento, per poi imparare a comportarsi come una famiglia appartenente al genere umano.

Le nostre scuole attuali sono istituzionalizzate da norme e da regolamenti. Esse tendono verso una visione meccanicistica e a mantenere uno status quo. L'attenzione si concentra sulle informazioni disponibili. Gli enti formativi stanno lentamente diventando consapevoli della necessità di modificare il loro scopo, ma sono riluttanti al cambiamento, costretti a formare studenti che riescono o sono vincenti nel mondo materialista che abbiamo sviluppato. Così, l'attenzione è definita dal successo finanziario e dalla competizione continua tra individui.

Per rendere attiva l’istruzione dell’anima, è necessario allontanarsi da questi modelli di successo apparente, approfondendo una crescente comprensione e accettazione della necessità di realizzazione del sé. In tale processo, dare e ricevere sono di vitale importanza. L'anima diventa espressione, nella consapevolezza che si sta rivelando e offre uno scopo individualizzato.

La nostra Coscienza Superiore ci stimola a ricordare il vero scopo della vita. La nostra Coscienza Superiore non vuole più funzionare solo su un livello personale integrato. Ci richiama ad una maggiore comprensione. Ci viene chiesto di apprezzare profondamente le diversità, realizzando l'integrazione con il fatto che la somma di tutte le parti fa un Tutto più grande. Siamo la famiglia umana. Siamo l’Umanità Una. Le nostre vite devono comprendere la giustizia e la sostenibilità.

Il servizio al mondo è la manifestazione esterna della realizzazione interiore che tutti siamo Uno. Quando mi capita di incontrare l'altro, comprendo che sto incontrando il sé. Quando mi capita di incontrare il sé, sto trovando l'altro. Se non mi sento impoverito o timoroso da perdite eventuali, io do e ricevo in equilibrio con l’essenza vera della natura. In tal modo diventiamo insieme costruttori della nuova cultura ... la Cultura della Pace.

Durante il decennio 2000-2010 per la Cultura della Pace e della Nonviolenza, un Manifesto è stato scritto e sostenuto da tutti gli esseri viventi premi Nobel e dell'UNESCO, sopportato dalla risoluzione delle Nazioni Unite. I principi sono: Rispettare la vita, rifiutare la violenza, condividere, preservare il pianeta, riscoprire la solidarietà. Queste sono solo parole e ora ognuno di noi deve tradurre queste parole in azioni.

Gli educatori si stanno rendendo conto che l'educazione ha bisogno di costruire la cultura che unifica l'umanità. Non è più realistico continuare ad imitare ciò che è venuto prima di noi. Abbiamo bisogno di uscire e collettivamente costruire un sistema di condivisione per la costruzione di una sola famiglia umana, sulla base delle intese sancite dalla Dichiarazione universale dei diritti umani.

Noi, come educatori dobbiamo imparare a raggiungere la coscienza dello studente e a toccare quel nucleo profondo, interiore che esiste al di là del dolore e del piacere ed è in uno stato di quiete. Questo nucleo non ha bisogno di far crescere l'autostima, né ha bisogno di più informazioni sulle norme di vita etica. Sa dentro di sé che la vita è sacra. È consapevole che la vita può essere piena e completa. Questa parte così profonda di sé, spesso chiamata anima, ama e condivide e cerca di vivere una vita di senso con il servizio agli altri.

L’educazione all’anima consiste nella ricerca dello spirito dentro di sé per migliorare tutto l'apprendimento. Questa ricerca cosciente favorisce intelligenza intuitiva e consapevolezza di sé. Il senso di sentirsi interi e completi permette ad ogni individuo di integrarsi poi con gli altri. Il processo di saggezza personale intrisa alla coscienza storica, per esempio, corrisponde alla nostra comprensione di apprendimento per significato.

L’educazione all’Anima è un processo di ricerca interiore, verso l'interno, per aprirsi all'esterno dove non vi è antagonismo e l'altro è prezioso come il sé. L'individuo percepisce l'importanza di tutta la vita. L'etica e i valori che emergono sono leggi universali della vita. Questi principi sono dettami che esistono in ogni cultura e ci dimostrano che siamo un'unica famiglia umana.

Le leggi universali ci dicono che tutti gli esseri viventi sono vivi e hanno lo spirito. Lo spirito è la coscienza a disposizione di ogni essere. Tutta la vita è così interconnessa. Ogni nostra azione ha infinite increspature in questa rete della vita. La coscienza è, dunque, essere consapevoli della Legge dell’UNO. L'amore è interconnessione con tutto ciò che è, mentre la paura è una separazione umana che si apprende durante. L'amore è la legge. Lo Spirito comunica. Educare è condurre verso tale via.

Vivere secondo l’etica della giustizia, della compassione, dell’amore è il risultato intrinseco di questa ricerca interiore. La Dichiarazione universale dei diritti umani elenca questi valori etici per tutta l'umanità. La Dichiarazione di Fuji afferma un’ulteriore passo avanti, in quanto è frutto del pensiero dei firmatari che Affermano la luce della coscienza; essi si impegnando per la pace, agendo e vivendo a nome di tutti; e ancora, sforzandosi per liberare lo spirito umano e avanzare armoniosamente come civiltà umana.

L’istruzione dell’Anima che emerge in una possibile era di pace richiede l’uso di tecniche utili, tra cui: i processi di visualizzazione, la ricerca e l'insegnamento di gruppo, al di là delle barriere tradizionali, riconoscendo che l'età è solo un costrutto stereotipato di sviluppo intellettuale ... perché l'anima non conosce età.

Poi c'è il concetto dell’apprendimento dell’altruismo che implica dover imparare a fare felice l’altro e servire veramente i suoi bisogni. C'è l’apprendimento riflessivo che chiede allo studente di fare da sé le domande, piuttosto che ripetere quello che un insegnante ha detto. In questa modalità, l'insegnante diventa facilitatore piuttosto che istruttore. L’insegnamento pratico diventa molto importante in quanto le esperienze diventano campo di conoscenza e lo studente analizza e incorpora un senso verso la costruzione del sé, la riflessione sul Sé, a livello del Sé. Inoltre, è importante pensare in termini di sistemi di apprendimento, il che significa non essere così concentrati sui dettagli, ma piuttosto approfondire il tutto e capire come funzionano le cose. Noi attualmente insegniamo solo tanti fatti isolati, ma la mente si deve allargare al di là degli stessi, rilevanti solo per sé stessi. Ma se pensiamo a come funziona la vita veramente, nella sua totalità, allora cominciamo a vedere ogni elemento come parte di un tutto e di un sistema unico di sviluppo. Gli Esseri umani devono sviluppare un senso di maggiore fiducia nella vita. Infine, l’insegnamento transpersonale è una metodologia che chiede all'individuo di trasformarsi e andare al di là di quello che è il momento, del presente pensiero, volgendosi verso il potenziale di apprendimento; trascendere l’apprendimento verso l'intera visione dall'Alto.

Dr Nina Meyerhof è presidente e fondatore di Bambini della Terra, un'organizzazione non-profit che offre programmi in tutto il mondo, ispirando e unendo i giovani attraverso la trasformazione personale e sociale per contribuire alla creazione di un mondo pacifico e sostenibile.

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