PROGRESSO ASTRUSO ED ENIGMATICO

Nell’osservare il nostro sviluppo spirituale, c’è una tendenza naturale a sentirsi spinti dalla necessità di avanzare costantemente. Lo stesso si può dire della nostra osservazione della transizione del mondo verso una nuova civiltà. Il “progresso”, in questa prospettiva, diventa una questione urgente e la sua apparente assenza viene vista come un “fallimento” o un’inadeguatezza.

Tuttavia, il vero progresso non può essere misurato solo in base a ciò che è in primo piano nelle esperienze e negli eventi. La transizione e la trasformazione richiedono tempo. L’evoluzione funziona per cicli e stagioni. Non è un processo lineare e non può essere forzato. Quando siamo immersi nel processo di sviluppo, spesso non vediamo il quadro generale come lo vede l’anima. Anche in questo caso, ciò vale sia per il nostro sviluppo individuale che per quello delle nazioni e del mondo delle nazioni. Le qualità non appaiono da un giorno all’altro, né in noi né nel mondo. Affinché possano attecchire, esse hanno bisogno di essere “provate”, immaginate, valorizzate, studiate, coltivate e sostenute. Le qualità che esistono nell’anima devono essere richiamate nel mondo della materia. Il tempo produce le sfide e le prove necessarie affinché le qualità possano crescere e diventare parti stabili e mature del nostro essere, arrivando fino alla sostanza della nostra vita. Lo stesso vale per le qualità che condizionano le relazioni in un gruppo, in una cultura o in una nazione.

Ecco perché la pazienza è una qualità essenziale per qualsiasi approccio più profondo al progresso, allo sviluppo o al cambiamento. Anche se spesso non ce ne rendiamo conto, la pazienza è in realtà una qualità della volontà. Dipende dalla comprensione che uno scopo più elevato si sta realizzando e la cosa importante che dobbiamo “fare” è persistere e tenere duro di fronte alle sfide e alle forze contrarie, confidando nei processi più profondi che si stanno svolgendo dentro e attraverso il sé e il mondo.

L’azione paziente non si aspetta risultati immediati. Persevera nelle pratiche che ancorano le qualità superiori nella mente e nel cuore, nelle relazioni e nella società. La capacità e la disponibilità ad aspettare sono più misurate, pensate per sostenere l’attuazione di ciò che può essere temporaneamente fuori dalla nostra portata. Può trattarsi della visione a lungo termine dell’anima o del Piano custodito nella Mente di Dio – ognuno dei quali merita di essere atteso come parte della preparazione per un’attività appropriata e dinamica quando sarà il momento giusto. 

Queste raffinate qualità di pazienza e persistenza non sono importanti solo per formare e sostenere un singolo Triangolo, ma anche per stabilizzare e rafforzare l’intera rete. Con ogni Triangolo che irradia benevolenza illuminata, questa rete è un campo elettrico di relazioni, la cui piena espressione è la distribuzione di energie di guarigione per tutta l’umanità e per un mondo in transizione. 

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Troppi aspiranti mancano d’umorismo e si prendono troppo sul serio. Quando entrano in un nuovo campo di fenomeni, sembrano scordare perfino il buon senso abituale. È bene notare quanto si vede e si ode per dimenticarlo fino al momento in cui non si cominci a vivere nel regno dell’anima; allora non interesserà più. Dobbiamo evitare anche personalità e orgoglio che non trovano posto nella vita dell’anima, governata dai principi e dall’amore per tutti gli esseri. Seguendo queste norme, non c’è pericolo che lo studente di meditazione possa deviare od essere ostacolato; un giorno entrerà inevitabilmente in quel mondo di cui si è detto: “occhio non ha mai visto, orecchio mai udito le cose che Dio rivela a chi Lo ama”; il tempo occorrente dipende dalla sua perseveranza e dalla sua pazienza. [Alice Bailey, Dall’intelletto all’intuizione, pp. 253-254 ed. ingl.]