GIOIA
La gioia è una qualità speciale che proviene dal profondo di noi stessi. È una luce radiosa che eleva la coscienza umana, portando forza, amore e compassione per gli altri. Negli scritti dell’Agni Yoga, viene descritta come la manifestazione del Potere del Creatore, che illumina un mondo tenebroso.¹ E negli scritti di Alice Bailey troviamo il consiglio di riflettere sulla gioia, la felicità, l’allegria e la beatitudine, poiché queste liberano i canali della vita interiore e raggiungono – in un’ampia cerchia – molti altri. Guariscono e purificano il corpo fisico e possono aiutare i servitori a svolgere il loro lavoro “con poco sforzo, un giusto senso dei valori e un distacco basato sull’amore e non sull’isolamento”.²
In termini spirituali, c’è una distinzione tra felicità e gioia. La felicità riguarda la vita fisica con i suoi desideri, eventi e costrutti mentali. La felicità va e viene, c’è un costante flusso e riflusso. La gioia non viene elaborata dal basso, come un obiettivo o una meta, ma è una manifestazione spontanea dell’amore e della luce dell’anima. È una qualità universale che trascende i pregiudizi e le barriere create dall’uomo. La gioia non dipende dallo status o dalla posizione nel mondo, né è una ricompensa per i servizi resi o per gli onori conferiti. Paradossalmente, in mezzo all’angoscia e all’infelicità della personalità, la gioia dell’anima può essere conosciuta e sentita.³ Quando la semplicità dell’anima guida la vita e le relazioni in uno spirito di abnegazione, la gioia può emergere quando meno te l’aspetti come una luce illuminante che rivela il bene, il bello e il vero, che sono così spesso velati dall’illusione e dall’annebbiamento.
La gioia eleva lo spirito e ogni giorno possiamo sintonizzarci in tanti modi su questa qualità speciale. Non solo la si può trovare negli spazi sacri delle cattedrali, delle chiese, delle moschee e dei templi del mondo, ma può anche giungerci attraverso le arti e la musica, attraverso la bellezza del mondo naturale, nelle montagne con i loro ruscelli scintillanti e nel flusso e riflusso degli oceani. La si può percepire nell’innocenza dei bambini che giocano, nelle relazioni con le persone care o mentre rimaniamo a bocca aperta di fronte alla bellezza e alla grandezza del cielo notturno, riflettendo sul significato della vita e sul nostro posto nel cosmo. Nel silenzio e nella solitudine dei mondi interiori, la gioia è tutta intorno a noi.
“La gioia fa il nido nel cuore, come un uccello, ma vi è volata dal luogo segreto nella testa.
Io sono quell’uccello di gioia. Perciò servo con gioia”.4
- Foglie del Giardino di Morya, Libro I, Appello, s. 240
- Alice Bailey, Discepolato nella Nuova Era, Vol. 1, p. 170 ed. ingl.
- Alice Bailey, Trattato di Magia Bianca, p. 370 ed. ingl.
- Alice Bailey, Discepolato nella Nuova Era, Vol.1, p.158 ed. ingl.
Sali all’altezza dell’anima e, trovato quel pinnacolo di pace e quell’altitudine di gioia dove la tua anima dimora immutabile, guarda nel triplice mondo degli uomini viventi, un triplice mondo in cui si trovano tutti gli uomini incarnati e no. Cerca là ciò che l’anima sa riconoscere. Le nebbie astrali della desolazione e la maya del passato deformano la visione. Solo l’anima è libera dall’illusione e solo l’anima vede le cose quali sono. Elevati dunque all’anima.
Alice Bailey, Discepolato nella Nuova Era, Vol. I, p. 463 ed. ingl.